Peter Kürten, “Il vampiro di Düsseldorf” – Una storia da “brividi”

Peter Kurten, il maggiore di tredici figli, è nato a Koln-Mulheim, un sobborgo di Colonia, in Germania. La sua infanzia trascorre in povertà. Vive in un appartamento formato da una sola stanza con un padre sadico e alcolizzato. Lui ed i suoi fratelli sono stati sottoposti a continui abusi fisici e sono stati costretti a guardare i brutali stupri della madre da parte del padre.

Infanzia orribile

All’età di nove anni instaura una malsana con un accalappiacani che viveva nello stesso condominio, che si “prende cura” di lui e gli insegna come masturbare i cani e come torturare gli animali senza che questi mordano o si dimenino. Ben presto inizia a compiere atti perversi con pecore e capre provenienti dalle stalle vicine, accoltellandole a morte. Kurten ha anche affermato di aver annegato due dei suoi compagni di scuola mentre stavano giocando su una zattera nel Reno. 
Spinse fuori bordo uno dei compagni di scuola e quando il secondo ragazzo saltò dentro per salvarlo, Kurten li tenne entrambi sott’acqua. All’epoca la loro morte fu giudicata un tragico incidente.

All’età di 16 anni, Kurten inizia a commettere piccoli crimini dopo essere scappato di casa per sfuggire alla violenza. Poco dopo suo padre verrà arrestato ed incarcerato per tre anni per “incesto” con la sorella di 13 anni di Kurten.

Stunt in prigione

Durante uno dei suoi numerosi periodi in prigione, Kurten è stato messo in isolamento dove ha sviluppato fantasie tanto perverse da permettergli di raggiungere lorgasmo mentre immaginava atti sessuali violenti e particolarmente brutali. Gli piacevano così tanto queste fantasie che avrebbe commesso piccole infrazioni per assicurarsi un altro periodo in isolamento.

Cominciano gli omicidi

La prima vittima di Peter Kurten è stata Christine Klein, 10 anni, il 25 maggio 1913. La bambina dormiva al piano di sopra nella sua camera da letto, mentre i suoi genitori lavoravano nella taverna sotto l’appartamento. Kurten ha fatto irruzione con l’intento di rubare qualcosa. Mentre apriva le porte, esplorando le stanze, in cerca di oggetti di valore da rubare, si è imbattuto nella giovane Christine; l’ha presa per il collo, l’ha soffocata e poi le ha penetrato i genitali con le dita. Quando ha finito di molestarla, le ha tagliato la gola con un coltellino tascabile che portava sempre con sè.

I sospetti caddero immediatamente sullo zio di Christine, Otto Klein. Aveva chiesto un prestito al padre di Christine e quando gli è stato rifiutato Otto ha minacciato suo fratello. Fu arrestato e processato per l’omicidio di sua nipote, ma fu assolto per mancanza di prove.

Chiamato al servizio di leva, Kurten non si presenta, viene arrestato e mandato in prigione per diserzione. Viene rilasciato nel 1921 e sposa un’ex prostituta. Trova lavoro in una fabbrica e per quattro anni conduce una vita di apparentemente normale.

Nel 1929 attacca brutalmente Maria Kuhn e la pugnala per ben 24volte; miracolosamente la donna sopravvive all’aggressione.

Nella foto, la testa mummificata di Peter

Il 9 febbraio dello stesso anno uccide brutalmente Rosa Ohliger, una bambina di 9 anni, e ne nasconde il corpicino sotto un cespuglio. Durante il violento omicidio, la bambina è stata pugnalata per ben 13 volte, Kurten si eccita sessualmente e raggiunge l’orgasmo. 
Tornerà più volte sulla scena del crimine per rivivere la stessa eccitazione e durante una di queste visite versa della benzina sul cadaverino dandolo alle fiamme nel tentativo di distruggere le prove.

Cinque giorni dopo, Kurten pugnala a morte, questa volta le coltellate sono 20, un meccanico di 45 anni di nome Scheer mentre si trovava per strada a Flingern. 
Kurten tornerà sulla scena del crimine il giorno successivo e si intratterrà in una piacevole conversazione con uno degli agenti che stavano indagando sull’omicidio.

Il vampiro

La stampa tedesca seguiva da vicino gli omicidi e le indagini e quando hanno appreso che la polizia pensava che l’assassino potesse bere il sangue delle sue vittime, lo hanno soprannominato il “Vampiro di Dusseldorf“.

Pochi giorni dopo l’ultimo omicidio, un uomo mentalmente disabile di nome Stausberg viene arrestato per crimini simili. Mentre era in custodia confessa le uccisioni del vampiro e viene rinchiuso in un manicomio. La polizia, convinta di avere l’uomo giusto, archivia il caso lasciando Kurten libero di agire indisturbato.

Il 23 agosto 1929, due sorelle adottive, Gertrude Hamacher di 5 anni e Louise Lenzen di 14 anni, lasciano il quartiere fieristico della città di Flehe per tornare a casa a piedi. Durante il tragitto vengono avvicinate da Kurten che consegna dei soldi a Louise chiedendole di andare a comprargli delle sigarette, promettendo di prendersi cura di Gertrude. Non appena Louise si allontana fiduciosa, Kurten prende in braccio Gertrude, la strangolò e le taglia la gola. Farà la stessa fine anche Louise, al suo ritorno; non soddisfatto Kurten dopo averla strangolata, la decapita.

Gli attacchi brutali di Kurten aumentano di frequenza. Non tutte le sue vittime sono morte. A favorirlo nelle atroci imprese gioca il suo mite aspetto.

Settembre 1929, violenta e poi picchia a morte una giovane ragazza di nome Ida Reuter. Stessa sorte per una domestica di nome Elizabeth Dorrier il 12 ottobre 1929.

Il 7 novembre 1929 Gertrude Albermann, 5 anni, viene strangolata e pugnalata; 35 i clpi inferti. Due giorni dopo, lo stesso Kurten, invia una mappa a un giornale locale con le indicazione esatte della posizione del corpo della vittima. La polizia trova il cadavere grazie alla cartina ben dettagliata.

Il 14 maggio 1930 Kurten incontra una collaboratrice domestica disoccupata di nome Maria Budlick alla stazione del tram di Dusseldorf. Le offre un posto dove stare e la conduce nel proprio appartamento. Quando si è rifiuta di fare sesso con lui, si è offerto di accompagnarla alla stazione del tram. Lungo la strada la violenta e la lascia viva all’ingresso della stazione del tram. Convinta a collaborare con la polizia, conduce gli agenti all’appartamento di Kurten. Nel frattempo, rendendosi conto che i suoi giorni erano contati, si era dato alla fuga.

Confessione di un vampiro

Kurten confessa a sua moglie di essere il famoso “Vampiro di Dusseldorf” ed insiste affinché andasse alla polizia e lo denunciasse in modo da poter raccogliere la sostanziosa ricompensa. Era rimasto sempre molto affezionato a sua moglie e voleva che fosse finanziariamente sicura dopo che se ne fosse andato.

Il 30 maggio 1930 la signora Kurten si reca con riluttanza dalla polizia e la conduce in una chiesa locale dove Kurten si fece trovare arrendendosi pacificamente.

Durante la sua confessione, Peter Kurten ha ammesso di aver commesso 79 atti criminali e ha tratto grande piacere nel descriverli tutti nei minimi dettagli.

Peter Kurten viene accusato di 9 omicidi e 7 tentati omicidi e viene processato il 13 aprile 1931. Durante il processo Kurten non mostra alcun rimorso per le sue vittime.

Il 2 luglio 1931 Peter Kurten viene giustiziato con la ghigliottina nel cortile della prigione di Klingelputz a Colonia, in Germania.

Le sue ultime parole le lascia allo psichiatra della prigione mentre si reca alla ghigliottina:

“Dimmi, dopo che la mia testa sarà stata tagliata, sarò ancora in grado di sentire, almeno per un momento, il suono del mio stesso sangue che sgorga dal moncherino del mio collo? … sarebbe l’ultimo piacere nel porre fine a tutti i piaceri.”

Peter Kurten

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